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LA INDECENTE INGIUSTIZIA CONTRO I ROSSOBLU'...10 ANNI FA...


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boonekampkalle
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LA INDECENTE INGIUSTIZIA CONTRO I ROSSOBLU'...10 ANNI FA...

Dieci anni fa la ’Indecente ingiustizia’ contro i rossoblù in C1 e che da poco usciti da una crisi societaria, rintuzzarono in sede di giustizia amministrativa, caso pionieristico nella storia della FIGC.. tuttavia, pagando lo sforzo con un difficilissimo campionato e conclusosi con la retrocessione da cui il secondo fallimento(dopo la radiazione del 1994)per la incredibile eclisse della classe politica ed imprenditoriale locale dal calcio aquilano, quindi, la ripartenza dall’Eccellenza grazie all’AS.Montereale di Pasquale Specchioli, fino alla svolta societaria di Elio Gizzi così prelusiva alla presidenza di Corrado Chiodi artefice dell’atteso approdo in 1’ Divisione.
Liberamente tratta da’Diario Rossoblù-aquilano 2003-08’ della BIEMMEAQ (via G.Cacchi, n.14/zona B di Pile)ci permettiamo di proporre una sintesi di quei cruciali eventi a mero scopo storicistico ed a beneficio di quanti ora avvertono un grande sostegno locale ai colori rossoblù, come ci fu sì al momento dell’‘indecente ingiustizia’ per poi…inopinatamente svanire fra i lassismi ed aristocratici distacchi dei benpensanti locali ora giocosamente twittanti sul nostrano football…insomma… ti conosco mascherina direbbe…Mina…!

(…)Al quarto anno consecutivo di C1, il FC.L’Aquila, di Passarelli, valutava la realtà di un mercato dagli elevati costi e da ammortizzare intessendo partenariati economici financo in Libia e Slovenia e con rilevanti società di procuratori, al tirare delle somme senza grandi risultati in campo. La squadra minimamente riusciva a prospettare ipotesi di lottare per l’agognato ritorno in cadetteria. (…)Il tecnico Gentilini costretto più volte a rimescolare le carte alla ricerca della formula giusta era stato sostituito dall’ex laziale e napoletano maradoniano ed azzurro, Bruno Giordano, poi, Passarelli richiamava in panchina il coach di Rocca Di Papa che strappava l’accesso ai play out contro l’US. Paternò di Antonino Pulvirenti e dell’onorevole Ignazio La Russa, battuto dalla rete di Vidallè al”T. Fattori” e dalla linea difensiva nel retour match in terra sicula, dando la stura ai festeggiamenti cittadini per la meritata salvezza. Tale obiettivo era stato conseguito fra mille difficoltà, viste le traversie finanziarie ammesse da Passarelli, da qui, la cessione della società alla impresa edile dei fratelli Irti, riavvicinatasi al calcio aquilano, però, a sua volta entrata nell’orbita del manager forestiero e bocconiano di formazione, Maccagni che tardava a pagare gli stipendi dei tesserati rossoblù. Alla notizia di procedure concorsuali verso l’autore della suddetta duplice operazione di accaparramento calcistico-finanziaria, seppur lentamente, ci si mobilitava per il salvataggio rossoblù, in virtù di una finalmente realistica sottoscrizione popolare, dell’intervento dei deputati Cialente, Lolli costui membro della commissione cultura e Sport, del vicepresidente provinciale Giuliante, dei consiglieri comunali D’Eramo, Passacantando, Cioni; in specie, degli imprenditori locali Iannini, Serpetti, Ricciardi, Lattanzio, Reato, rispettivamente il primo presidente invece gli altri soci di minoranza del nuovo FC. L’Aquila, le cui potenzialità erano irretite da una esclusione dalla C1 per un cavillo infondato, voluta dai membri della COVISOC., indagati per alcune disinvolte iscrizioni di clubs; si era in piena crisi morale materiale del primo sport nazionale conclamata dalle turbolenze arbitrali della annata 1997-98, (…)l’atto di risposta alla indecente ingiustizia fu la comparsa di volantini in città inneggianti alla protesta di popolo legittimata da un consiglio straordinario presieduto dal sindaco Tempesta, questa atmosfera compendiata da un articolo di Capaldi sul’Corsport-Stadio’(…)Un gesto clamoroso per portare le ragioni aquilane alla attenzione del mondo sportivo e non solo italiano, fu lo sciopero della fame della pattuglia di giocatori e del tecnico Gentilini rimasti fedeli alla causa rossoblù, in specie, ‘La Gazzetta dello Sport’ ed networks primari diedero il giusto risalto alla protesta inusitata nel panorama calcistico italico, intanto, qualcosa si muoveva nel CONI.,dove Petrucci intesseva uno scambio di vedute sulla situazione generale del primo sport nazionale col Sottosegretario al ramo, l’onorevole ed avezzanese Pescante, posto che il governo vedeva il rischio di un ritardo nell’inizio dei tornei professionistici, ovvero, di un regolare flusso di denaro verso l’Erario(…)il problema era di confliggere con l’ordinamento sportivo che però sul tema dei diritti soggettivi dei sodalizi, cioè, circa l’esistenza di un club non poteva avere una assoluta supremazia essendo sul tappeto dei valori extrasportivi, peraltro, la FIGC., era alle prese con la riammissione giudiziaria in serie B di piazze calcistiche danneggiate dalla applicazione di norme federali; lo scontro fra ordinamento sportivo e diritto positivo, causava l’ingresso del governo in sede calcistica, di qui, il rivoluzionamento dei tornei professionistici a sanatoria della vertenza, conclamato dalla ascesa della AC. Fiorentina rilevata dalla dinastia dei Della Valle, dalla C2 alla cadetteria. Il FC. L’Aquila, sostenuto dalla gente e dalla classe politico-imprenditoriale a parziale riscatto delle inerzie passate, e legalmente dal notaio Magnante Trecco e dagli avvocati Iannini, Alessandroni, Lopardi, Stincardini, vedevano un inserimento nei posti vacanti della serie C1; grazie alla diplomazia dell’aquilano Papponetti, capo del settore scolastico della FIGC., la Camera di conciliazione ed arbitrato del CONI., cancellava quella indecente ingiustizia, quando mai, prima di allora, nella ultracentenaria storia calcistica nazionale, era accaduto che un club bocciato dalla CAF.,venisse poi riaccolto tra i professionisti(…) Sotto l’egida di’Teleabruzzo’ in piazza S.M.di Roio che sull’evento atteso della riammissione in C1 irradiava una kermesse non stop condotta dalla Scopano, Vespasiani, Nardi, dipartirono per tutta la città e frazioni cortei di giubilo di una straripante tifoseria per il riconquistato girone b di serie C1, a soli 10 giorni dal via dell’annata 2003-04(…)le scarse provvidenze delle istituzioni ripiombate in un contegno di distacco verso lo sport ed il ritardo forzato nell’allestimento della squadra, impedivano di evitare la retrocessione diretta del FC. L’Aquila, all’indomani della sconfitta esterna per 1-2 a Foggia(…). A neanche un anno dalla mobilitazione contro la indecente ingiustizia(…) non si colsero pertugi di sopravvivenza rossoblù nei processi critici del calcio italiano(…) il cosiddetto lodo Petrucci, senza tante spiegazioni accantonato(…) in nome di altre prospettive poi cadute una ad una in quella estate; da quella dei laziali Severoni e Circi(…) a quella dell’AC.Paganica in Promozione sotto la guida delle due presidentesse Cocciolone e Bergamotto reduce dalla retrocessione del Pro Castel Di Sangro in serie D. (…)Mentre il Tribunale aquilano indagava sul fallimento rossoblù (…)ed il sindaco. Tempesta incassò il niet della FIGC.,di Carraro ad iscrivere il FC. L’Aquila in serie D(…) il capoluogo abruzzese rimase l’unico in Italia senza una squadra nel professionismo(…) Per la stagione 2004-05 dell’Eccellenza abruzzese(…)una maggiore resipiscenza del tifo e gli uffici di Antonio Papponetti(…)portavano(…) alla ricostruzione rossoblù di logica tramite l’AS.Montereale di Specchioli(…) poi con denominazione Città di L’Aquila,(…)ma, gli aiuti al nuovo club tanto per cambiare latitavano(…) facendo intuire come l’uscita dalle secche del dilettantismo sarebbe stata lunga ed irta di difficoltà per il calcio del capoluogo di regione.(…).

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Puzzled

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Fino alla fine L'AQUILA CALCIO...

amer72
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Una storia , quella , ancora tutta da scrivere ......una cosa è sicura , e vale per una squadra di calcio come per una famiglia : Si fa quello che si può e non quello che si vuole , a livello economico ; Quella di Passarelli fù oggettivamente una gestione allegra......

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"Perché per noi L' Aquila Calcio non è un passatempo di chi non ha nulla da fare la domenica (Tifosa )
QUANDO UN GIORNO MORIRE DOVRO' VORREI PORTARE IN CIELO I MIEI COLOR !!!

julupe
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Amer se gli davano i lavori che gli avevano promesso a passaraccio stavamo in serie b da 10 ---- PUNTO POI SE VOGLIAMO PARLARE DI ARIA FRESCA PARLIAMONE

amer72
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Verissimo marco .....però non era comunque quello il modo di gestire una Società.....

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marco, a passarelli non fregava nulla di lavorare. Maledetto lui e chi lo ha portato a l'aquila

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amer72
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Maledetto nò perché altrimenti saremmo falliti nel 1999 , senza aver provato la gioia di Avellino : certo esperienza da non ripetere

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Scusate un'attimo...se anche un tribunale lo ha condannato per reati pesanti non regge più la storiella del piccolo fiammiferaio. @amer più di avellino ricordo l'umiliazione dell'anno senza una squadra

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tifosa
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administrator ha scritto:
Scusate un'attimo...se anche un tribunale lo ha condannato per reati pesanti non regge più la storiella del piccolo fiammiferaio. @amer più di avellino ricordo l'umiliazione dell'anno senza una squadra

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amer72
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Ho preferito comunque aver vissuto Avellino....ripeto , se fallivamo nel 1999 e con valentini l' andazzo era quello , magari ripartivamo dall' eccellenza non rimanendo un anno senza calcio ( umiliazione massima , sia chiaro ), ma non avremmo vissuto le annate più entusiasmanti sportivamente fino ad oggi , intendo pure le drammatiche salvezze .
Poi che il giudizio su Passarelli sia sostanzialmente negativo , sono con te admin.

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rori
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julupe ha scritto:
Amer se gli davano i lavori che gli avevano promesso a passaraccio stavamo in serie b da 10 ---- PUNTO POI SE VOGLIAMO PARLARE DI ARIA FRESCA PARLIAMONE

straquoto

marco70
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c'è del giusto in ogni osservazione però credo che il tempo dei presidenti mecenati sia finito come sia finito il tempo del "tu mi fai lavorà in città e io gestisco la squadra" fine a se stesso.Un minimo di professionalità e soprattutto le gestione attenta e oculata dei conti , siano imprescindibili nel calcio moderno.
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bocca
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marco70 ha scritto:
c'è del giusto in ogni osservazione però credo che il tempo dei presidenti mecenati sia finito come sia finito il tempo del "tu mi fai lavorà in città e io gestisco la squadra" fine a se stesso.Un minimo di professionalità e soprattutto le gestione attenta e oculata dei conti , siano imprescindibili nel calcio moderno.
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condivido di bbbrutto
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Vikingss4
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L'importante oggi è che la Società L'Aquila Calcio non faccia il passo più lungo della gamba......dopo aver meritatamente ottenuto la prima divisione bisogna tenersela stretta non solo in termini agonistici(la cosa mi pare fondamentale) ma anche in termini economici......abbiamo un anno di tempo non sprechiamolo

amer72
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Vikingss4 ha scritto:
L'importante oggi è che la Società L'Aquila Calcio non faccia il passo più lungo della gamba......dopo aver meritatamente ottenuto la prima divisione bisogna tenersela stretta non solo in termini agonistici(la cosa mi pare fondamentale) ma anche in termini economici......abbiamo un anno di tempo non sprechiamolo

applaudire applaudire applaudire

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Tony 721SLM
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Vado un tantino controcorrente e affermo che prima lasciamo la legapro per andarcene in serie B e prima avremo davvero la possibilità di fare calcio per molti anni ed in relativa tranquillità economica. Del resto appare chiaro che stazionare troppo a lungo in lega pro finisce con il logorare le società fino a farle scomparire. Per questo ogni anno vengono radiate una decina di squadre. Per non fare quella fine piuttosto inevitabile, dati alla mano, bisogna perseguire la serie B anche a costo di qualche azzardo....

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Onore e Fedeltà Fino alla Vittoria!

rori
Iscritto: 21/10/2009
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Vikingss4 ha scritto:
L'importante oggi è che la Società L'Aquila Calcio non faccia il passo più lungo della gamba......dopo aver meritatamente ottenuto la prima divisione bisogna tenersela stretta non solo in termini agonistici(la cosa mi pare fondamentale) ma anche in termini economici......abbiamo un anno di tempo non sprechiamolo

giusto !

amer72
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Tony 721SLM ha scritto:
Vado un tantino controcorrente e affermo che prima lasciamo la legapro per andarcene in serie B e prima avremo davvero la possibilità di fare calcio per molti anni ed in relativa tranquillità economica. Del resto appare chiaro che stazionare troppo a lungo in lega pro finisce con il logorare le società fino a farle scomparire. Per questo ogni anno vengono radiate una decina di squadre. Per non fare quella fine piuttosto inevitabile, dati alla mano, bisogna perseguire la serie B anche a costo di qualche azzardo....

Ne parlavamo Domenica Antonè : giusto PROGRAMMARE una serie B , se si hanno le risorse , non AZZARDARE il grande salto : ci siamo già passati , con gli azzardi.......

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boonekampkalle
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Grazie intanto per il numero e la qualità degli interventi...oh...dovevo fa..70...scherzo, mi pareva giusto che LAQUILAME dedicasse spazio ai 10 ANNI dalla INDECENTE INGIUSTIZIA, le tematiche sono serie e prima o poi bisognerà svolgere ulteriori approfondim(contrariamente ai nostri mass media tradizionali...)enti ed in linea ad un calcio italiano in via di evoluzione incessante!
A TUTTI UN SALUTONE COL CAPOLUOGO DI REGIOONE IN 1 DIVISIONE!

p.s. alla rassegna stampa tv1...Thohir è...ancora un giocatore dell'Inter...!