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Si è spento Tonino Angelini, storico Presidente dell'Aquila Calcio


11 risposte [Ultimo messaggio]
cinese
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o
Iscritto: 11/09/2006
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Si è spento Tonino Angelini, storico Presidente dell'Aquila Calcio

Sposto in un nuovo topic il messaggio di "Lasacrasillaba"

Si è spento Tonino Angelini, presidente dell'A.S. L'Aquila nel biennio 1978-1980. Guidò il sodalizio rossoblù alla vittoria nel campionato di Serie D (quello conclusosi con lo spareggio di Cassino) e al primo campionato di Serie C2.
Condoglianze alla famiglia tutta.

http://www.inabruzzo.com/?p=181732

Scusate l'O.T. ma non sapevo dove metterlo.

Condoglianze alla famiglia tutta. RIP

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VAFFANCULO A TUTTI QUANTI...COMPRESO ME!!!

Bandiera cinese Bandiera

Lisandro
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o
Iscritto: 13/09/2009
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Lutto L'Aquila: morto l'ex presidente Angelini

http://www.tuttolegapro.com/altre-news/lutto-l-aquila-morto-l-ex-preside...

amer72
o
Iscritto: 26/04/2008
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RIP

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"Perché per noi L' Aquila Calcio non è un passatempo di chi non ha nulla da fare la domenica (Tifosa )
QUANDO UN GIORNO MORIRE DOVRO' VORREI PORTARE IN CIELO I MIEI COLOR !!!

buccio di ranallo
o
Iscritto: 27/11/2012
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Riposa in pace Presidente.

administrator
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o
Iscritto: 09/08/2006
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Condoglianze alla famiglia..
Il passato non si dimentica

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Fino alla fine L'AQUILA CALCIO...

emili
o
Iscritto: 18/05/2013
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ho letto di lui...
è stato sicuro un ottimo presidente
...amico ''del popolo''
degli..ultras e tifosi

rip

em

boonekampkalle
o
Iscritto: 27/02/2007
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ONORE al Presidente dell’AS.L’Aquila in serie C2 1978-79, TONINO ANGELINI.

Ci permettiamo di offrire la nostra modesta contestualizzazione storica del ruolo di questo “rossoblù vincente” a fine anni’70 ed inizio anni’80.

(…)Nell’annata 1977-78 del girone f di serie D, a fronte delle ristrettezze finanziarie che impedivano anche la corresponsione di emolumenti ai giocatori sotto la guida di Arnaldo Leonzio, la presidenza rossoblù di Ermenegildo De Felice, a seguito di un assemblea societaria infuocata alla cattedra bernardiniana, lasciava il testimone a favore di forze fresche. Il nuovo corso dirigenziale aquilano era formato da Kalì Petrilli e Franco Michele assistiti dal poliedrico Dante Capaldi e che una volta caduto il suo progetto di incameramento delle prestazioni di calciatori in servizio alle Fiamme Gialle, si dimise da consigliere per favorire la cordata guidata dal rampante Tonino Angelini originario teramano e titolare di una fabbrica di abbigliamento in quel di Cascina Cappelli. Segno tangibile della inversione di tendenza fu l’arrivo in panchina di Guido Attardi famoso per avere portato l’AC.Montereale fino alla Eccellenza presagendo il gioco corto della Cecoslovacchia campione d’Europa nel 1976 e della stessa AC.Ternana in serie A di Corrado Viciani. Ciò fu bastevole a cogliere il settimo posto finale distantissimo dalla ambita quarta piazza per la C2 attesa dalla piazza che scontava in quegli anni l’avvento alternato in serie A di realtà viciniore ed un tempo concorrenti dei rossoblù come Terni, Ascoli, Perugia, e soprattutto Pescara. Per dipanare le pieghe societarie, il sindaco Tullio De Rubeis, ufficializzava Kalì Petrilli a nuovo reggitore dell’AS.L’Aquila, ma, poiché questi, già presidente di un sodalizio minore, l’onere di programmare il rilancio calcistico era affidato a Tonino Angelini che avvalorato dalla presidenza onoraria per acclamazione di Ubaldo Lopardi ed Emilio Tomassi, coordinava i tanti operatori e liberi professionisti cittadini usciti allo scoperto e decisi a cancellare un decennio di cadute repentine e fallaci illusioni, si trattava di Giuseppe Mazzitti, Giovanni Santamaria, Luigi Galeota, Carlo Tazzi, Ernesto Calvisi, Alberto Tomei, Luigi Bellicoso, Carlo Ricci, Raffaele Sebastiani, Silvano Ianni, Mario Di Gregorio, Umberto Strinella, Remo De Acutis, Ezio Di Sabbato, Carlo Fayer, Giustino Pacifico, Marcello Cosenza, senza contare l’apporto di una ridestatasi all’unisono tifoseria rossoblù che oltre le discussioni ai covi storici dei bar’7 Nani’di via Roma e di Pitoni a viale della Croce Rossa, conosceva quelle nei primissimi palinsesti televisivi sul football municipale per merito delle emittenti RTA., all’Hotel delle’99 Cannelle’ e quella TELEPOKER., di Pizzoli che avrebbe dato la prima differita di Coppa Campioni in Abruzzo l’anno dopo, ovvero, FC.Inter-FC.Real Madrid.
La grande imprenditoria locale, però rimaneva discosta da tale processo di rifondazione societaria esplicitatosi in una sorta di azionariato popolare alla insegna di quanto avveniva all’inizio del calcio rossoblù e nel dopoguerra, soprattutto segno dell’aquilanità, proprio quando Pescara attendeva alla seconda promozione in A. La decisiva annata 1978-79 del girone e di Interregionale, nella ritrovata solidità societaria e chiara distinzioni di ruoli gestionali vedeva la supervisione tecnica di Aroldo Collesi e dell’allenatore-giocatore Sergio Petrelli il famoso e discusso ex terzino tricolore della SS.Lazio, i quali furono loro malgrado, alle prese con lo sconvolgimento del calciomercato nazionale. Dopo la buriana, i dirigenti rossoblù allestivano una rosa di giocatori duttili tatticamente ed agonisticamente preparati ad affrontare i campi pugliesi e campani da sempre ostici ai colori aquilani, quali i portieri Cesidio Oddi, Giuseppe Pacini, Alessio Cesareo, i difensori Antonio Di Sabbato, Pietro Ferzoco, Mario Serafini, Carlo Negri, Luciano Di Marcantonio, Franco Castellucci, Sergio Petrelli, Renzo Tarantelli, questi, il capitano di lungo corso, i centrocampisti Ieso Rocca, Antonio Donatelli, Valdo Cherubini, Nicola Romanelli, Antonio Zuppa, Luciano Del Pinto, le punte, Giorgio Parisse, Giuseppe Tofani, Angelo Cerasani, Candido Di Felice, Salvatore Militello; l’AS. L’Aquila, da subito corrispondeva alle attese di riscatto, le battute di arresto nella trasferta di Bisceglie per 1-3 e Nola per 0-1 furono superate da una serie di vittorie in casa sul Grottaglie per 4-1, sul Mola per 4-2, sul Martina Franca per 1-0, a Roseto per 3-1, che legittimavano la aspirazioni di primato; la fase di ritorno, si apriva con lo 0-1 di Avigliano subito riscattato dal successo al ”Tommaso Fattori”per 1-0 sulla capolista Squinzano, per cui apparivano incredibili le quattro sconfitte consecutive, ma, in quella di Sora i rossoblù incassarono il 2-0 a tavolino, con la clamorosa rimessione da parte di Sergio Petrelli del proprio mandato a Tonino Angelini pronto a rimettere in sesto la navicella rossoblù nel procelloso torneo; di qui, l’interim della conduzione di squadra prima a Checchino Bernardi, quindi a Collesi che dava fondo a tutta la sua esperienza per risalire verso le vetta di classifica, valorizzando la vecchia guardia rossoblù ed il cannoniere Militello; grazie all’appoggio del pubblico mai domo, la formazione rossoblù, dopo i successi di Melfi per 2-0 ed in casa per 1-0 sul Grottaglie, distaccava l’agguerrito Sulmona perchè campione nazionale del”Berretti”e diretto dall’ex Leonzio, strappando di fatto lo spareggio per la seconda piazza utile alla promozione, contro l’Avigliano a Cassino il 3 giugno 1979.
Oltre 4500 aquilani, percossi dalla notizia del tragico incidente occorso ai giovanissimi aquilani Carlo Dionisi, Carlo Risdonne, Maurizio Climastone, Paolo Centi, a Sulmona, nel mentre si recavano al luogo dello sfida-promozione, assistettero alla doppietta rifilata da Militello agli aviglianesi, visibile in qualche modo per coloro che erano rimasti a casa dalla radiocronaca diretta sulla emittente cittadina Radio Gran Sasso di Marcello Mancini, Carlo Brondi, soprattutto, dalla telecronaca differita del dottor Dante Capaldi su RTA., così, restituendosi il capoluogo regionale al professionismo
Era onorata la memoria dei quattro ragazzi rossoblù, le cui esequie officiate da don Angelo Mariani, nella basilica di San Bernardino Da Siena, vennero partecipate da un afflato grandioso della intera municipalità, immortalato dalla poesia di Gildo D’Annunzio e di Francesco Di Gregorio e da un monumento nel settore dei distinti dello stadio comunale, significativamente dirimpettaio della targa apposta all’ingresso delle tribune e commemorativa del grande FC.Torino.
Notevoli le attese della gente per la stagione 1979-80 del girone c di serie C2, dove l’AS. L’Aquila avrebbe dovuto affrontare e ritrovare i derbies con l’Avezzano, Francavilla, Giulianova, Lanciano e formazioni laziali, marchigiane, romagnole. A riprova di ciò, la bella cornice di pubblico al”Tommaso Fattori”, da un lato, per il primo torneo di squadre giovanili di serie A, B, C, intitolato alla memoria di Italo Acconcia, come da un auspicio di Dante Capaldi così interpretando un generale desiderio degli aquilani sempre vicini al grande calciatore nativo di Castelvecchio Subequo e lanciato dalla PGS., Oratoriana per una tanto fulgida carriera; dall’altro, per la amichevole giocata dai rossoblù contro il Perugia di Franco D’Attoma e di Ilario Castagner che da tempo in serie A, dopo avere ottenuto il record di imbattibilità e sfiorato il tricolore andato all’AC.Milan, l’anno precedente del centravanti erx teramano Roberto Chiodi, schierava il neoacquisto, l’azzurro eroe dei Mondiali di Argentina 1978, Paolo Rossi. La presidenza di Tonino Angelini dovette fare fronte alle richieste di pagamento di debiti pregressi verso vecchi soci ciò provocando lungaggini nell’allestimento della squadra che passa attraverso un nuovo tecnico, Carlo Orlandi, la conferma dei veterani Tarantelli, Ferzoco, Cherubini, Militello, Del Pinto, Negri, Pacini, Serafini, Donatelli, Rocca, Zuppa dei giovani Ciocca e Fabrizi, l’acquisto dell’ex bomber teramano Pulitelli, Rosati, Scisciola,Verdecchia e Cesaro; all’andata, era buona la partenza, culminata nel 2-1 casalingo al Giulianova e da menzionare perché ripresa in differita da RTA., in un antesignana telecronaca a più voci di Dante Capaldi, Gianni Lussoso, Alfredo Vivio, Giancarlo Chiodi e Francesco Di Gregorio, lo sprint rossoblù viene irretito dai rovesci esterni per 2-0 ed 1-0 di Formia e Frascati; il ritorno, vede ulteriori difficoltà dopo gli 0-0 contro Casertana ed Avezzano entrambi giocati in campo neutro l’uno a Sulmona, l’altro a Pescara, per squalifica dello stadio comunale, la serie negativa viene spezzata dal 2-0 casalingo sull’Almas di Roma, solo a seguito dell’1-0 di Riccione, l’AS. L’Aquila usciva dalle secche della bassa classifica collocandosi alla ottava posizione finale lontana 17 punti dai giuliesi battistrada. La contemplazione di un campionato rossoblù inferiore alle aspettative, aveva lasciato il posto alle ben più ponderate riflessioni sullo stato dell’arte del calcio italico in preda allo scandalo scommesse coinvolgente l’US.Pescara ed arrivo degli stranieri in nome di un iperprofessionismo difficile da sostenere in una realtà provinciale.
Nella compagine rossoblù, avvenivano rimescolamenti di uomini e posizioni di rilievo. Voluto dai commercianti a numero uno rossoblù, Luigi Galeota era privo però di appoggi istituzionali mentre si defilava il ruolo di Tonino Angelini comunque disposto ad operare per trovare puntelli economici nell’era delle sponsorizzazioni; la positività viene dalla fornitura di indumenti da gara da parte della Pouchain di Frascati nota per l’abbigliamento dell’AS. Roma di Viola, Liedholm, Conti, Falcao che verranno a disputare un amichevole nel capoluogo in ottobre vinta sui rossoblù per 4-0. serviva un adeguamento di organico forse troppo cresciuto di numero annoverante tra volti consueti e nuovi Cherubini, Tarantelli, Verdecchia, Scisciola, Cesaro, Militello, Negri, Ferzoco, Serafini, Zuppa, Del Pinto, Puma, Leonardis, D’Aversa, Baldassarri, Riccitelli, Sandri, Bergomi, Graziani, Di Virgilio, Del Ciello, Nappo, Fabrizi, Ciocca, da subito era chiara la difficoltà di mettere in campo una formazione con molti doppioni mentre in altri ruoli si era scoperti, seppure i 2-0 interni sul Montevarchi e sul Civitavecchia spingevano una parte del pubblico a proclami di promozione, ridimensionati dallo 0-1 di Avezzano. I contrasti nel consiglio direttivo dove si chiedeva conto del come pagare una rosa così pletorica dopo l’ingaggio di improbabili oriundi americani, alla base dei rivoluzionamenti di panchina, Orlandi subito via per un Bettini valido tecnico della Berretti in tandem al preparatore atletico di formazione ISEF., Giovanni Tiberi, per chiamare poi l’ex ternano Corrado Perli, questi esonerato per rifare posto di nuovo ad Orlandi sempre al libro paga di Galeota ma che si dimetteva nel gennaio 1981 a favore ancora di Bettini, risultato di questo vero tourbillon, nei primi tredici turni della fase di ritorno, la sola vittoria casalinga sul Formia, poi i successi sempre interni per 2-1 e per 1-0 sul Cerreto Guidi e sul Montecatini, rendevano ininfluente lo 0-3 incamerato a Siena per l’aggancio del dodicesimo posto finale alla solita distanza siderale dalle prime della classe, Latina e Casertana. Per porre fine alle traversie dirigenziali, sostenuto da un afflato di tifo che gli riconosceva doti di gentiluomo, Angelini trova giusto riprendere in mano la situazione ed affida la squadra all’ascolano Giuseppe Petrelli, il quale otteneva carta bianca per la stagione 1981-82 del girone b di serie C2, notoriamente più arduo essendo prevalentemente composto da importanti clubs marchigiani, romagnoli, veneti, friulani, quali Anconetana, Cattolica, Venezia, Pordenone, senza contare i derbies con l’Avezzano, il Chieti, il Lanciano ed il Teramo; ai punti fermi rossoblù dei Ferzoco, Negri, Militello, DelPinto, Cherubini, Scisciola, si aggiunsero i ritorni di Di Marcantonio, Di Felice, Serafini, gli acquisti di Tofani, Matergia, Spina, Bencivenga, Casciarri e del giuliese bomber Traini e la valorizzazione dei babies, Fabrizi, Ciocca, Sebastiani, Cirella, Cochetti, Farroni, Vasi, Giggi Cavalli, Lepidi, Onofri, Croce, Salutari, Sebastiani. Si capivano le difficoltà a fare gioco della disarmonica formazione rossoblù, lontanissimi dai discorsi di alta classifica, all’andata rimarchevole lo 0-1 allo stadio dei Pini di Avezzano per un cuorioso scambio di numeri di maglia fra Militello ed il giovanissimo centrale Cochetti, e, solo alla penultima giungeva la vittoria ed in casa ai danni del Mestre per 3-2; impantanata in zona retrocessione, a parte l’afflato di gente celebrativo delle 400 partite di Valdo Cherubini, l’AS. L’Aquila, perdeva buona parte del pubblico più fedele, la ennesima chiamata del salvatore della patria, Bettini, produceva i 2-1 casalinghi sul Lanciano ed il Montebelluna, tardivi ad impedire la temuta discesa assieme a Chieti e Venezia, nell’Interregionale. Il quadro societario era niente affatto idilliaco, minori introiti rispetto alla C2, i maggiorenti che giustificavano il loro scarso appoggio con il distacco del pubblico per le modalità della retrocessione trepidante ed invero, comprensibilmente esaltato dal quinto tricolore nero verde. Il grandissimo trasporto degli aquilani al trionfo degli azzurri di Enzo Bearzot ai mondiali Spagna, avrebbe dovuto fare riflettere i curatori dello sport civico, posto che quella storica impresa innescava dinamiche di rinnovato interesse per il calcio anche a livello di microcosmo sotttoforma di iscrizioni di giovani ai sodalizi dilettantistici ed al sorgerne di nuovi come nel quartiere più popoloso della città, ovvero, a via Strinella. L’assemblea dei soci rossoblù riportava in cabina di regia Luigi Galeota, parallelamente al progressivo e volontario disarmo dell’impegno di Tonino Angelini in futuro vicino a quanti vorranno riportare l’AS.L’Aquila a fasti che gli si addicevano(…).

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